La storia del coliving: dalle boarding house all'abitare condiviso
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La storia del coliving: 200 anni di abitare condiviso

Comoon Team19 agosto 2026

Coliving è il nome commerciale moderno di qualcosa di molto più antico della parola stessa. Le persone condividono la casa per ragioni economiche e comunitarie fin dall'Ottocento, molto prima che gli operatori trasformassero l'idea in un prodotto in affitto. Questa storia ripercorre quel filo conduttore: dalle boarding house e dagli appartamenti comunitari fino ai brand finanziati dal venture capital che hanno dato all'abitare condiviso il suo nome attuale.

La storia del coliving: 200 anni di abitare condiviso

Qual è la storia del coliving?

La storia del coliving abbraccia due secoli, dalle boarding house e dagli esperimenti di abitazione collettiva dell'Ottocento ai brand di coliving finanziati dal venture capital nati dopo il 2015. Ogni epoca ha aggiunto una caratteristica che il coliving di oggi dà per scontata.

Le tappe fondamentali della storia del coliving sono riportate nella cronologia qui sotto.

PeriodoTappaArea
Anni 1820–1930Le boarding house ospitano i lavoratori delle cittàStati Uniti, Regno Unito
1903Il Fick's Collective, uno dei primi edifici comunitariCopenaghen
1909Fondazione del primo kibbutz a DeganiaRegione di Israele
Dal 1917Appartamenti comunitari kommunalkaUnione Sovietica
Anni '60Comuni della controculturaStati Uniti
1972Sættedammen, il primo cohousing modernoDanimarca
2010–2013Hacker house per i lavoratori del techSan Francisco
2015–2016Nascono Common, WeLive e The CollectiveNew York, Londra
Dal 2016Boom europeo, con Cohabs tra gli altriEuropa
Dal 2020Flessibilità post-CovidMondo

Leggendo la cronologia dall'alto in basso emerge un unico filo: l'abitare condiviso reinventato per l'economia di ogni epoca e poi ribattezzato coliving dopo il 2015.

Come hanno plasmato l'abitare condiviso le boarding house dell'Ottocento?

Una boarding house offriva una camera arredata, i pasti e spazi comuni sotto lo stesso tetto, gestita da un padrone o una padrona di casa che stabiliva le regole. Prima che gli appartamenti diventassero la norma, era la forma di alloggio urbano più diffusa.

Le dimensioni del fenomeno erano notevoli: secondo gli storici dell'abitare urbano, nelle città americane dell'Ottocento una larga parte dei residenti viveva a pensione oppure ospitava pensionanti. Quella formula — una camera privata più i servizi a fronte di un unico pagamento — è l'antenata diretta dell'affitto tutto compreso che un coliving moderno applica oggi. La boarding house ha fissato il patto di base; le epoche successive si sono limitate a perfezionarlo. Come il termine sia arrivato al suo significato attuale lo spiega questo articolo sul significato di coliving, che definisce il concetto anticipato dalla boarding house.

Cos'era la kommunalka sovietica?

La kommunalka era un appartamento comunitario assegnato dallo Stato, in cui da due a sette famiglie condividevano un'unica cucina e un unico bagno, mentre ogni famiglia occupava una stanza. Era una forma abitativa dettata dalla necessità, non dalla scelta.

Nacque nel 1917, quando la politica abitativa di Lenin ridistribuì i grandi appartamenti in città come Mosca per alleviare una grave crisi degli alloggi in tutta l'Unione Sovietica. La kommunalka condivideva l'impianto fisico del coliving — camere private attorno a spazi comuni — ma ne rovesciava la logica: i residenti vi erano assegnati dallo Stato, mentre chi sceglie il coliving lo fa liberamente. Costrizione contro scelta: è questa la linea che separa le due forme.

Che legame c'è tra i kibbutz e il coliving?

Un kibbutz è una comunità collettiva fondata sulla proprietà e sul lavoro condivisi; il primo, Degania, nacque nel 1909. I kibbutz organizzavano in forma collettiva non solo l'abitare, ma anche il lavoro, i pasti e la cura dei bambini.

I loro tratti comunitari si ritrovano nel coliving: pasti in comune, cura condivisa dei bambini e ampi spazi comuni erano al centro della vita nel kibbutz. La differenza sta nello scopo. Il kibbutz era costruito attorno a un'ideologia e alla produzione agricola, mentre il coliving ruota attorno a uno stile di vita e a una camera in affitto. I kibbutz mostrano fin dove può spingersi la vita comunitaria; il coliving ne prende la socialità senza l'economia condivisa.

Come hanno influenzato l'abitare condiviso le comuni degli anni '60?

Le comuni della controcultura negli Stati Uniti degli anni '60 praticavano la proprietà condivisa e una vita comunitaria di stampo ideologico, rifiutando la proprietà privata a favore del collettivo. La maggior parte ebbe vita breve, ma la loro influenza è sopravvissuta a lungo.

L'erede più duraturo fu il cohousing danese, la cui prima comunità progettata appositamente, Sættedammen, nacque nel 1972 in Danimarca. Il cohousing univa abitazioni private, spazi comuni e autogestione. È qui che coliving e cohousing si separano: il cohousing è guidato dai proprietari e pensato per durare, il coliving è gestito da un operatore ed è flessibile — una distinzione che la guida alla differenza tra coliving e cohousing approfondisce nel dettaglio.

Come hanno dato il via al coliving moderno le hacker house?

Le hacker house della San Francisco Bay Area, all'incirca tra il 2010 e il 2013, riunivano lavoratori del tech sotto lo stesso tetto in parallelo al boom del coworking, ed è qui che la parola "coliving" ha assunto il suo significato attuale. Case come HackerHome e Rainbow Mansion ospitavano ingegneri che volevano affitti bassi, networking rapido e un ingresso flessibile.

Tre caratteristiche sono passate direttamente ai brand di oggi: il networking professionale come argomento di vendita, un contratto flessibile camera per camera e un ingresso in un alloggio completamente arredato. La Silicon Valley ha reinterpretato l'abitare condiviso come un vantaggio per la carriera anziché un compromesso, e questa visione ha definito l'ondata di operatori arrivata dopo.

Come hanno fatto crescere il coliving WeLive, Common e The Collective?

Tra il 2015 e il 2016 Common, WeLive e The Collective hanno trasformato il coliving da singola casa a vero business. Common è nato a New York nel 2015, WeLive lo ha seguito nel 2016 come divisione residenziale di WeWork e The Collective ha aperto nel 2016 a Londra Old Oak, con 546 camere: l'edificio di coliving più grande dell'epoca.

Venture capital e branding hanno trainato la crescita, presentando il coliving come un prodotto lifestyle dal sapore di membership. I percorsi successivi sono stati diversi: The Collective è finita in amministrazione controllata nel 2020, mentre Common è stata acquisita da Habyt nel 2023. I brand hanno dimostrato che il modello poteva crescere su larga scala, anche laddove le singole aziende non sono sopravvissute.

Quando è esploso il coliving in Europa?

In Europa il coliving è esploso intorno al 2015–2016, quando gli operatori hanno adattato il modello americano a città europee care e ad alta mobilità. Cohabs è nato a Bruxelles nel 2016, seguito negli anni successivi da Habyt a Berlino, Colonies a Parigi e Urban Campus a Madrid.

Bruxelles è diventata presto una roccaforte per un motivo preciso: la costante domanda internazionale legata alle istituzioni europee e al Quartiere Europeo ha generato un flusso continuo di inquilini in cerca di alloggi arredati e flessibili. È questa domanda a spiegare perché la città sostiene un mercato del coliving così denso, raccontato in questa panoramica sul coliving a Bruxelles e sui quartieri che lo animano.

Come è cambiato il coliving dopo il Covid-19?

Dopo il 2020 il coliving è cambiato in tre modi: il lavoro da remoto ha spostato la domanda verso la flessibilità, la comunità ha acquisito valore come risposta all'isolamento e i capitali istituzionali sono entrati nel settore. La pandemia ha messo alla prova il modello e poi lo ha accelerato.

L'interesse degli investitori rispecchia questo cambiamento. I report sul settore residenziale europeo di società come JLL e Savills hanno registrato dal 2021 in poi investimenti mirati in crescita nel coliving, considerato ormai un'asset class operativa e non più un esperimento. Il risultato è una gamma più ampia di modelli — urbani, rurali, aziendali e ibridi —, una diversificazione che la guida ai tipi di spazi di coliving illustra attraverso sette formati diversi.

In cosa il coliving moderno è diverso dalle sue forme storiche?

Il coliving moderno si distingue dalle sue forme storiche soprattutto perché è gestito da un operatore, flessibile e scelto liberamente, ma da ciascuna eredita un tratto. La genealogia è riassunta qui sotto.

Forma storicaTratto condivisoEquivalente nel coliving moderno
Boarding houseCamera arredata con serviziAffitto tutto compreso
KommunalkaCucina condivisaSpazi comuni condivisi per scelta
ComuneVita in comunitàEventi di community
Hacker houseVivere e lavorare insiemeColiving con coworking

Ogni caratteristica distintiva del coliving esisteva già; l'innovazione è stata riunirle in un unico prodotto flessibile e tutto compreso, con un gestore alle spalle.

Il coliving è un concetto nuovo?

No, il coliving non è un concetto nuovo: nuovo è il modello tutto compreso guidato dai brand, ma l'abitare condiviso in sé ha almeno due secoli. Ciò che è cambiato dopo il 2015 è la confezione: un operatore professionale, un contratto flessibile e una gestione attiva della community attorno alla stessa casa condivisa che boarding house e appartamenti comunitari offrivano generazioni fa.